Arteterapia
Se qualcuno non mi vuole, non è la fine del mondo, ma se io non mi voglio, il mondo non è altro che fine.
N. Waheed
Perché un percorso di Arteterapia?
Adatta a chi pensa di non essere creativo.
A chi desidera coltivare le proprie relazioni. Partendo da quella con sé stesso.
Chi sceglie di stare bene, anche se dubita di meritarselo, finisce per stare meglio.
Più che le idee, ci accompagnano la vista e il tatto. Magari abbiamo in mente un immagine, magari no.
Partiamo da domande, da piccoli esperimenti: Cosa succede se gratto gessetti di diversi colori in una ciotola d’acqua? Se poi vi puccio della carta di riso? Se al posto della carta, pinzo la stoffa? Se uso un grosso ago per cucire la carta?
All’Artelier C, come nella vita là fuori, capita di “non avere idee, ispirazione”, di “non sapere dove andare a parare”. E così proviamo a stare nell’incertezza. Con fiducia.
Le frasi che iniziano con “non”, spesso sono parenti della paura travestiti da pensieri. Possono viaggiare con noi, ma non lasciamo loro il posto del conducente. Quello, spetta alla curiosità.
L’Arteterapia si basa sui seguenti principi, molto simili a quelli della permacultura: non esistono scarti o problemi in assoluto. La domanda non è “come me ne libero?”, ma “dov’è il suo posto, a cosa può servire?”
Siamo abituati a pensare che ogni cosa ha un solo uso: questo ragionamento può essere efficiente nell’immediato, ma spezza i legami. Nello studio di arteterapia, oltre ai materiali classici (pastelli, tempere acquerelli) ci sono suole di vecchie scarpe, chiavi di lucchetti andati persi, cartoline già inviate o mai scritte. Anche l’argilla diventata secca può essere ravvivata se curata con un elemento estremamente semplice: l’acqua.
I presunti scarti lo sono solo in base al contesto. È un invito a smettere di ragionare per eliminazione (togliere, combattere, ripulire) e a ragionare per integrazione (connettere, riciclare, riposizionare).
Così un vecchio citofono è stato trasformato in un’opera.
Quale approccio?
L’approccio psicodinamico è quello proposto da Art Therapy Italiana. Non vi è una ricetta, ma come in cucina, si può sperimentare. Ogni percorso è unico come i gusti alimentari e non c’è nulla da spiegare né tantomeno da correggere. Si tratta di esplorare.
In ogni incontro partiamo dallo stato d’animo di quel momento. Dal sentire del corpo spesso affiorano bisogni o desideri fin lì sopiti. Prima che soddisfatti, desiderano essere visti e accolti.
È qui che ci vengono incontro i materiali: quali ci attirano, quali neanche notiamo, quali ci respingono? Affiora così una modalità espressiva al di là di tecniche artistiche o interpretazioni psicodiagnostiche. Ciò che conta è venire a contatto con i propri movimenti interni. Poterli vedere fuori da noi (su un cartoncino, in una piccola scultura – non importa se figurativa on informe), può dare quella chiarezza che è il primo passo alla scoperta di sé.
Come si delinea un percorso di Arteterapia?
L’Arteterapia a orientamento psicodinamico è una forma di terapia generalmente individuale, con incontri a cadenza settimanale di 1 ora: quindi con un setting simile a quello della psicoterapia. Il percorso alterna, a seconda dello stato d’animo della persona, alterna fasi di lavoro con i materiali a fasi di integrazione verbale. Gli incontri individuali e la scelta dei materiali si orientano alle esigenze del singolo e sono dunque adatti sia ai bambini a partire dai 3 anni di età che agli adolescenti e agli adulti.
Non sono richieste competenze artistiche. L’aspetto tecnico viene affrontato solo nei momenti e nella misura in cui è a servizio dell’espressività.
La nostra mente è un magnete che crea la nostra realtà
anonimo
Arteterapia individuale
Durante gli incontri vi è sia una fase verbale che, successivamente una fase di lavoro con i materiali, durante la quale si può scegliere se e quanto parlare. Si chiude la seduta con una fase di integrazione, in cui tendenzialmente vi è un ritorno alla parola: si può scegliere se raccontare qualcosa del proprio processo artistico o del lavoro creato.
Offriamo sedute individuali, esclusivamente in presenza, presso lo studio in zona Moscova, Milano.
laboratori per adulti
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4.11.2025 – Raperonzolo Dalla gelosia al ritrovamento
Incontro conoscitivo
INFO PRATICHE
dove? l’ARTè, via Bergognone 7 (Parco Solari), Milano
quando? un lunedì al mese – 20:00-22:00
chi? dott.ssa Elisabeth Zoja, arteterapeuta a orientamento psicodinamico
Presso il Laboratorio delle Arti, Milano



il movimento dei colori
laboratori per l'integrazione emozionale (6-8 anni)
- durata: 60 minuti
- quando: martedì, mercoledì o giovedì pomeriggio
- frequenza: settimanale
- luogo: Artelier C in Via Cesariano (M2 Moscova)
Figurativo o informe?
Di quale colore mi sento oggi?
A quale animale potrei somigliare?
Entrare in contatto con l’immaginazione per esprimere emozioni, fantasie e desideri.
In base allo stato d’animo del momento, vengono proposti diversi materiali: dai più morbidi come la creta, la sabbia, l’acquerello e l’inchiostro fluttuante; ai più resistenti, quali pastelli o gessetti, che potranno ritrovare fluidità attraverso l’incontro con l’acqua.
Se i bambini fossero allevati in tutto il mondo secondo i suoi principi [di Montessori], la maggior parte degli psicoanalisti non avrebbe più niente da fare.
Lettera di Freud a Maria Montessori, 1917
laboratori per bambini
Immagini fiabesche
Laboratorio per bambini dai 5 ai 7 anni
Gatto, volpe, uccellino… oppure lupo?
A quale animale assomiglio oggi? Stimolare l’immaginazione giocando
Presso l’Associazione Spielecke, Milano
