Comunicazione Non Violenta (CNV)

Vivere pienamente significa piangere tutte le nostre lacrime e lasciar uscire tutte le nostre risate.

M. Rosenberg

Cosa (non) è la Cnv?

La Comunicazione Non Violenta di M. Rosenberg non è una tecnica di comunicazione.
E nemmeno un modo per gestire la violenza.
Il nome è fuorviante.

Il focus non è la comunicazione: la scelta delle parole “giuste” è un effetto secondario di questa pratica.
Un po’ come nell’interazione con gli animali o coi neonati: forse non capiscono le parole che scegliamo, ma arriva loro la nostra intenzione comunicativa: desideriamo una connessione o esercitare del potere sull’altro?

in cosa consiste?


La CNV viene definita come
l’integrazione di 4 elementi:

1- Consapevolezza: un insieme di principi che sostengono una vita di compassione, collaborazione, coraggio e autenticità.

2 – Abilità comunicative: sapere come ascoltare gli altri anche se in disaccordo, come chiedere ciò che vogliamo e come muoversi verso soluzioni che funzionino per tutti.

3 – Modi per influenzare: condividere il “potere con gli altripiuttosto che usare il “potere sugli altri”.

4 – Linguaggio: capire come le parole contribuiscono a creare connessione o distanza (con se stessi o con gli altri).

a cosa "serve" la cnv?

L’organizzazione internazionale CNVC ha identificato i seguenti obbiettivi:

  1. Connettersi empaticamente con se stessi e con gli altri per avere relazioni più soddisfacenti.
  2. Condividere le risorse in modo che tutti possano trarne beneficio. (Agire in modo che i bisogni di tutti possano essere soddisfatti.)
  3. Orientare la nostra vita alla scelta consapevole, all’intenzione e alla ricerca di senso e connessione.

Nella mia esperienza con la CNV il punto tre significa:
Ricordare che, ogni volta che ci esprimiamo, abbiamo varie scelte: se in quel momento sia meglio parlare o ascoltare, su cosa portare l’attenzione parlando e qual è il fine di ciò che stiamo comunicando. Più che la causa, cerchiamo il fine.


i benefici nella mia esperienza

  • gestire i conflitti e risolverli in modo che tutte le parti vengano ascoltate
  • coltivare connessioni autentiche, libere da dinamiche di dipendenze affettive
  • riconosce e validare i propri stati d’animo, senza necessariamente agirli o riversarli sull’altro
  • riconoscere i propri bisogni, diventare consapevoli delle nostre aspettative
  • riconoscere gli stati d’animo e i bisogni dell’altro anche quando si esprime attraverso giudizi, critiche e rimproveri 
Elisabeth

L’OBBIETTIVO è CONNETTERSI

L’obiettivo della CNV è cercare una connessione che avviene grazie alla focalizzazione dell’attenzione sui bisogni. Miei e dell’altro.

Da qui nasce un cambiamento della comunicazione interna tra le nostre parti. Di conseguenza, in maniera naturale, cambia anche quella con gli altri.

Rosenberg ha chiamato questo cambiamento il passaggio dal “linguaggio lupo o sciacallo” (giudizi, critiche, diagnosi e interpretazioni) al “linguaggio giraffa”.
Questo lavoro consente di gestire i conflitti e risolverli in modo che gli stati d’animo e i bisogni di tutte le parti vengano ascoltati e validati.

Perché le giraffe?

  • Sono gli animali terrestri dal cuore più grande
  • Hanno una visione ampia del contesto

e... Come si fa?

Esprimendo i proprio stati d’animo e cercando di cogliere quelli dell’atro. Da una parte familiarizziamo con il ventaglio di emozioni e sentimenti che ci animano.
Dall’altro impariamo a riconoscere i bisogni sottostanti. Dietro a ogni stato d’animo, si trova un bisogno: se lo stato d’animo è piacevole il bisogno è soddisfatto, altrimenti… c’è ancora da cercare. Capiamo innanzitutto quali sono: ecco gli inventari con cui lavoriamo nei corsi.

La rabbia è l’unica emozione che ci dà la certezza di avere ragione. Peccato, però, che non sia sempre vero.

M.Rosenberg

Perché empatica?
in che senso "non violenta?"


L’obbiettivo è dunque l’evitamento della violenza? Il creatore Marshall Rosenberg invitava a portare l’attenzione (che è una forma di energia, quindi una risorsa preziosa)
su ciò che desideriamo realizzare, non su ciò che vogliamo evitare.
Allora perché “non violenta”? Perché allena la capacità di esprimere ciò che si sente e ciò a cui si aspira, senza giudizi, rimproveri o aggressività. Il vero obbiettivo della

Praticare CNV significa cercare una connessione empatica con se stessi e con l’altro: per questo preferiamo chiamarla “Comunicazione empatica e Non Violenta”.

Cosa intendiamo con empatia?

“Una qualità tipicamente umana che ognuno può sviluppare, partendo dalla naturale capacità di ascoltare”, secondo Rosenberg si tratta dunque di un potenziale innato, ma da coltivare. Pur essendosi formato come psicologo clinico, Rosenberg ha ideato la CNV partendo da uno studio di religioni comparate: per questo non si tratta di un metodo, né di una tecnica, ma piuttosto di un approccio alle relazioni che parte da un sistema di valori ispirato alla psicologia umanistica (Carl Rogers) e ad Abraham Maslow (noto per la sua piramide dei bisogni).

La differenza tra attaccamento e amore è che nel primo desideriamo sapere per possedere, nel secondo per conoscere.

M.Rosenberg


Il lupo alla giraffa: voglio che mi ami!

Sketch introduttivo tenuto alla Giornata della Pace

Drammaturgia: Marshall Rosenberg
Giraffa: Elisabeth Zoja
Lupo: Giacomo Fusina

…viviamo arrotolati in gusci di solitudine, finché l’Amore non lascia il suo tempio sacro e viene davanti a noi, per liberarci nella vita… l’Amore arriva e al suo seguito giungono…

… estasi, vecchi ricordi di piacere, antiche storie di dolore, eppure se siamo audaci, l’amore spezza le catene della paura dalle nostre anime.

-Maya Angelou